I volti della depressione
Depressione: parola molto usata nel nostro secolo e nello scorso per descrivere quella che viene considerata una malattia, diagnosticata con incredibile frequenza anche quando il “malato” è affetto da altre patologie o da problemi, che possono produrre reazioni depressive.
Le autrici di questo libro, a partire dalla pratica clinica, hanno studiato come si forma, come si mantiene e come si interrompe l’ideazione depressiva, come il paziente subisce la realtà in modo impotente, in quanto non si sente in grado di affrontarla e come rinuncia trasformandosi in vittima. L’intervento clinico, per sbloccare il meccanismo depressivo, si focalizza sulla relazione che i pazienti intrattengono con se stessi, con gli altri e con il mondo; in altre parole sulla modalita stessa che li ha portati ad assumere la posizione di vittima, cioè a rinunciare. La depressione non è quindi vista come una malattia, ma come una sofferenza, effetto di disagi diversi, che si manifesta con molte facce, tutte accomunate da uno stesso atteggiamento: la rinuncia.
Si potrebbe, e a ragione, obiettare che tutte le patologie psichiche si fondano su una credenza. Nel caso della depressione è caratterizzante il fatto che la credenza di fondo si frantuma, si rompe appunto, e il paziente, incapace di ricostruirla, rinuncia.
Ed è proprio la rinuncia – comportamentale, ideativa e\o relazionale che sia – a porre il paziente nel ruolo di vittima: egli e pur sempre colui che, dal proprio punto di vista, subisce la realta in modo impotente. Il paziente rinuncia in quanto pensa di non avere i mezzi (di non averli piu o di non averli mai avuti) o che la situazione è, per sua natura, immodificabile per esempio a causa della sfortuna, del destino avverso, e cosi via). Il sillogismo paralizzante è: non sono in grado, quindi rinuncio, quindi sono una vittima.
Le autrici:
emanuela muriana, psicologa e psicoterapeuta, si è specializzata al Centro di Terapia Breve Strategica di Arezzo, diretto da Giorgio Nardone e al Mental Research Institute di Palo Alto con Paul Watzlawick. E' ricercatore e docente della Scuola di Specializzazione in Terapia Breve Strategica. Insegna inoltre ai Masters clinici in Italia e all’estero. E' responsabile dello Studio affiliato di Terapia Strategica di Firenze, dove svolge attività clinica e di consulenza.
laura pettenò, psicologa e psicoterapeuta, specializzata presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo e al Mental Research Institute di Palo Alto. Opera in ambito clinico, si occupa inoltre di difficoltà del comportamento, di apprendimento e iperattività. E’ ricercatore e docente della Scuola di Specializzazione di Terapia Breve Strategica di Arezzo. Svolge la propria attività di psicoterapeuta a Venezia e Treviso. Ha pubblicato diversi lavori sul deficit di apprendimento e iperattività.
tiziana verbitz, psicologa e psicoterapeuta, specializzata in Psicoterapia Breve Strategica ad Arezzo e al Mental Research Institute di Palo Alto sotto la supervisione di Paul Watzlawick. Ricercatore e docente alla Scuola di Specializzazione in Terapia Breve Strategica di Arezzo. Insegna a Masters clinici in Italia e all’estero. Svolge attualmente la propria attività di psicoterapeuta a Udine e Trieste. Ha pubblicato con Alessandro Salvini Il pensiero antinomico (Franco Angeli, 1985) e con Giorgio Nardone e Roberta Milanese Le prigioni del cibo (Ponte alle Grazie, 1999).
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Altre pubblicazioni di Emanuela Muriana:
“ Proposal of a strategic protocol for depression” con L. Petteno e T. Verbitz, in Brief Strategic and Systemic European Review, 2004,N1, 114-124. (rivista on- line).
“Evolved Strategies for the Treatment of Depression", con L. Petteno e T. Verbitz in Brief Strategic and Systemic European Review, 2005,N2, 71-87 ( rivista on-line ).
“Aspetti psicologici del malato reumatico cronico” in Riabilitazione Reumatologica, approccio multidisciplinare, S. Maddali Bongi, ed. Edra 2007
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